AgnesolaGoth46

"Non c'è nulla da dire: c'è solo da essere, c'è solo da vivere." Piero Manzoni,1960

giovedì, dicembre 04, 2008

La solitudine dei numeri primi

Il libro dell’anno per me è La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano,un libro molto avvincente…

Mi chiamo Agnese e ho 20 anni.
In questo romanzo ho ritrovato tanto della mia sofferenza,tanto da aver provato tristezza e sofferenza insieme ad Alice e Mattia, mi sono sentita male e avrei voluto smettere di leggere il libro e non completarne mai la lettura. Invece,non solo l’ho letto tutto, ma l’ho letto tutto d’un fiato, in pochi giorni; quasi una sfida verso me stessa!

Gli errori dei genitori che si ripercuotono sui figli, l’orrore del liceo, l’autolesionismo, tutte ferite che si portano dentro.

A pagina 117, capitolo 20, Paolo Giordano scrive così: “ Gli anni del liceo erano stati una ferita aperta, che a Mattia e Alice era sembrata così profonda da non potersi mai rimarginare. C’erano passati attraverso in apnea, lui rifiutando il mondo e lei sentendosi rifiutata dal mondo, e si erano accorti che non faceva poi una gran differenza.”

Anche per me il liceo è stata ed è una ferita aperta che non riesce a rimarginarsi. Nella maggior parte dei casi, a scuola e spesso anche altrove, sono sempre state più le volte in cui non sono stata capita e sono stata rifiutata, rispetto a quelle in cui sono stata apprezzata. Questo spesso per via del mio potenziale, del mio interesse per la lettura e la musica classica e metal,le mie idee, il mio impegno per l’ambiente e i diritti umani che si sono sempre contrapposti con la cattiveria e il disimpegno altrui. Così, ho sempre rifiutato quel modo di fare e di pensare,quel mondo così cattivo e lontano da quello reale.

Grazie Paolo Giordano, grazie per aver scritto “ La solitudine dei numeri primi” e per avermi fatto capire che la mia sofferenza ( pur essendomi sempre sembrata un caso isolato,che mi ha portato e mi porta a dire “Perché proprio a me?”) non è un caso isolato, anzi comune a molte persone,giovani e meno giovani.

Spero che vinca questo libro, perché finalmente mi sono sentita capita,anche se da qualcuno che non mi conosce, Paolo Giordano, ma questo non importa.

Agnese Fiducia

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